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13 Maggio 2020 - Gaia Adami

QUICK & DIRTY APPROACH – davvero farlo “veloce e sporco” salverà le nostre imprese?

 

Hai mai sentito dell’approccio Quick&Dirty? Tradotto letteralmente significa veloce e sporco. 
Questa strategia o meglio questo approccio alla risoluzione dei problemi può rivelarsi utile in diverse situazioni ma non in tutte le circostanze.

Soprattutto in questo momento in cui la maggior parte di noi brancola nel buio e nell’incertezza, un errore frequente è quello di riproporre strategie che hanno funzionato in passato, oppure soluzioni sbrigative o peggio ancora attività che sembrano funzionare per altre realtà e che quindi prendiamo direttamente per valide e applicabili anche alla nostra organizzazione. 


La strategia Quick&Dirty implica una soluzione del problema in maniera rapida e con bassi investimenti. Sembra essere la risoluzione eccellente a ogni male, ma può presentare dei rischi e ripercussioni soprattutto nel medio-lungo termine. 

Teniamo bene a mente che questo tipo di strategia è adatto a risolvere problemi estemporanei che difficilmente si ripresenteranno in futuro e presentano scarse relazioni con altri elementi della nostra struttura. Ad esempio un ordine inaspettato da un nuovo cliente che opera su un mercato non servito dall’impresa può essere affrontato una volta in termini di urgenza, ma  se questa problematica si ripresenta utilizzare una strategia Quick & Dirty comporterebbe gravi ripercussioni sulla struttura aziendale, rischiando non solo sotto il punto di vista organizzativo, ma anche reputazionale se le cose dovessero non andare per il verso giusto.

Chi può garantirci che la situazione attuale non possa ripresentarsi in futuro? E se non fosse un virus, ma gli effetti del Climate Change a incappare tra un anno sulla nostra strada? (Elemento molto probabile, data la gravità della questione e la totale mancanza di preoccupazione dell’essere umano in merito). 

Un approccio Quick & dirty può risultare utile anche nei casi in cui ci troviamo in un contesto nuovo ed inusuale e pertanto non abbiamo le informazioni necessarie per predisporre un piano, allora procediamo con operazioni esplorative sporche e veloci che ci consentono non tanto di raggiungere uno specifico risultato ma di acquisire informazioni. È un approccio esperienziale sul breve termine.

Possiamo utilizzare una strategia Quick&Dirty per raccogliere informazioni, non per salvare le nostre organizzazioni o per impostare nuovi modelli di business coerenti alla nuova realtà e al futuro che ci aspetta. Quelli hanno bisogno di pianificazione, conoscenza del mercato e strategia. 


Siamo consapevoli che il senso di urgenza renda tutto molto più veloce. Abbiamo bisogno di soluzioni subito, che funzionino, e che siano capaci di rimettere tutto in ordine e ci permettano di ripartire e sanare le casse delle nostre imprese. 
 

Cerchiamo di recuperare prima di tutto lucidità e consapevolezza imprenditoriale. 

Abbiamo due opzioni: 

  • Farci travolgere dagli eventi, ma è sconsigliabile.
  • Capire quali risorse abbiamo a disposizione per guidare la nostra organizzazione, le nostre persone nel cambiamento. 

Nelle aziende questo piano di strutturazione in vista di un momento anche di forte crisi si chiama Business Continuity ed è importante che ogni azienda ne abbia uno.
 

Ti sei fermato/a un attimo a comprendere quali risorse possono esserti utili? 
Se gli aiuti esterni non dovessero arrivare, hai valutato quali risorse hai a disposizione, su quali puoi contare e come organizzarti, non solo sotto il punto di vista economico?
Quale strategia stai attuando per la ripresa della tua organizzazione? 

Se le risposte alle domande non sono di tuo gradimento ti consiglio di cliccare qui